EMDR e Adozione - Valeria Palano
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EMDR e Adozione

EMDR e Adozione. Dott.ssa Valeria Palano Psicoterapeuta Roma

EMDR e Adozione

EMDR e Adozione. Dott.ssa Valeria Palano

 

EMDR e Adozione:  Il bambino in guerra!

 

(Tratto dall’articolo della dott.ssa Paola Piola Rivista di Psicoterapia EMDR Anno X Settembre 2016 n°32)

 

I bambini che giungono all’adozione, a volte hanno vissuto esperienze traumatiche che gli sono state inferte proprio da quelle figure, che avrebbero dovuto avere cura di loro, promuovendone lo sviluppo.

 

…spesso soffrono di un disturbo reattivo dell’attaccamento.

 

EMDR e Adozione. Esperienze Sfavorevoli Infantili

Il comportamento dei bambini con Esperienze Sfavorevoli Infantili (ESI) può risultare incomprensibile e di difficile gestione.  Nelle loro menti, infatti, non sussistono gli stessi presupposti neurobiologici innescati da attaccamenti sicuri.

Nell’attaccamento di tipo disorganizzato, frequente nei bambini con ESI, il bambino vive esperienze di comunicazione in cui il comportamento dei genitori è caotico, eccessivo, fonte di paura, allarme e confusione. In questo contesto relazionale, il bambino è paralizzato e sperimenta quello che Siegel chiama il “Paradosso Biologico”: il suo sistema innato di attaccamento lo porta a ricercare sicurezza e protezione proprio da chi gli incute paura e terrore…

La permanenza prolungata in una condizione di questo tipo, per un bambino in età evolutiva, provoca un’alterazioni nelle funzioni della mente preposte alla regolazione delle emozioni.

 

 

EMDR e Adozione. Gli schemi cognitivi

Questi sono alcuni “schemi cognitivi” che attiva il bambino con disturbo dell’attaccamento:

  • non è sicuro amare o fidarsi
  • non è sicuro provare sentimenti
  • devo esercitare il massimo controllo
  • sono vulnerabile
  • non c’è nessuno che possa aiutarmi
  • sono completamente solo
  • non appartengo a nessuno
  • sono insignificante
  • non sono abbastanza buono
  • il mondo è un luogo pericoloso
  • non posso ottenere ciò di cui ho bisogno
  • se non mi vedono o non mi sentono scomparirò
  • se non ti vedo o non ti sento tu scomparirai
  • devo prendermi cura di me, altrimenti morirò
  • le mamme…sono cattive, ti lasciano, sono crudeli, ti fanno male

 

Questi dolorosi vissuti, diventano per il bambino strategie per vivere, meccanismi difensivi del tempo di guerra ed è con questi che lui andrà a conoscere i suoi nuovi genitori.

 

La premessa per una nuova nascita psicologica dipenderà dalla possibilità di costruire il “circolo della fiducia”, grazie al quale il bambino riuscirà ad interiorizzare attaccamenti significativi che risulteranno indispensabili per affrontare la vita.

Per arrivare a questo, occorrerà fornire ai genitori adottivi conoscenze utili per favorire la “sintonizzazione” con il figlio.

 

EMDR e Adozione. Il trauma del bambino adottivo

La capacità di pervenire alla risoluzione del disagio di un bambino dipenderà da molti fattori: la gravità dell’evento, il grado di esposizione e durata, la presenza di traumi pregressi, l’età e la reazione genitoriale.

La risoluzione del trauma in età evolutiva si collega sempre ai fattori di rischio e di protezione determinati dal contesto relazionale di accudimento.

La mancata elaborazione del trauma può comportare, nel tempo e sotto la spinta di attivatori, la comparsa nel bambino di una sintomatologia (es. disturbi della condotta, disturbi oppositivi, ADHD, disturbi del sonno…) collegabile al trauma originario.

Nel caso del bambino adottivo ci troviamo di fronte ad un “trauma interno all’identità”, dove il funzionamento psichico e fisico è alterato da una prolungata esposizione traumatica primaria.

I cambiamenti avvenuti nella sua vita (la protezione, la cura, le attenzioni…) e le attuali risorse familiari e personali, spesso non sembrano sufficienti a favorire un cambiamento adattivo; il bambino non riesce ad utilizzarle come tali ed i ricordi traumatici continuano a rimanere isolati, non integrati e quindi, sotto la spinta di attivatori, potenzialmente e anche inconsapevolmente attivi.

 

EMDR e Adozione. Scarsa stima personale

Nonostante il trascorrere del tempo, la prospettiva traumatica interiorizzata da quel bambino maltrattato permane ed è alla base del mantenimento degli schemi cognitivi distorti.

Le emozioni stimolate da fattori scatenanti del presente influiscono sul suo comportamento e sulle sue convinzioni negative; le circostanze attuali finiscono con il rinforzare la scarsa stima personale e la strutturazione di un Sé deficitario e carico di disvalore.

 

EMDR e Adozione. Cosa succede nel presente?

Accade che eventi del quotidiano, stressanti ma anche non necessariamente intensi (es l’espressione severa sul volto dell’adulto, o anche un semplice divieto) possono attivare cognizioni negative, sentimenti, emozioni accumulate dall’esperienza traumatica passata.

La reazione del presente può apparire troppo intensa, spropositata, incongrua: è come se il bambino fosse colpito su un punto nevralgico, che sollecita una risposta “eccessiva” in tutte le sue componenti: emozioni, sentimenti, vissuti e comportamenti.

Mentre le nuove figure di riferimento si predispongono ad accoglierlo e ad amarlo, il bambino sembra rispondere con agiti che lo fanno apparire incomprensibile, imprevedibile, incontrollabile e manipolatore; la manifestazione violenta di alcune emozioni, in particolare della rabbia, lo fanno sembrare “cattivo”.

 

EMDR e Adozione. La famiglia

Il contesto familiare e anche altri ambiti significativi e normalizzanti, come la scuola, possono essere messi a dura prova e possono entrare in un circolo vizioso che rischia di convalidare e potenziare i vissuti traumatici alla base del comportamento del bambino, aumentando il senso di solitudine e di esclusione.

Occorre che i neo genitori non siano lasciati soli, alle prese con un ruolo così arduo.

 

EMDR e Adozione. Strategie educative

Controllo, distacco, punizioni, divieti e privazioni rischiano di divenire strategie educative destinate a fallire.

L’unica strategia vincente, da attivare nei genitori, è la ricerca alle vie di accesso alla mente del figlio (forse abbastanza grande, ma ancora più piccolo dentro).

Ciò che ricerchiamo è un allineamento a partire dalla sua età emotiva e non cronologica; per questo sarà utile iniziare stabilendo il contatto oculare, promuovendo la vicinanza fisica, sollecitando esperienze corporee e di movimento insieme.

 

Andrà promossa la sicurezza e la protezione perché sono aspetti centrali della relazione del bambino con i nuovi genitori.

 

L’alleanza terapeutica con il bambino dovrà fondarsi sulla fiducia, il rispetto e la trasparenza, requisiti indispensabili per poter procedere all’elaborazione del materiale traumatico.

 

EMDR e Adozione. L’elaborazione del trauma

Favorendo il legame di attaccamento, si creeranno gli ancoraggi indispensabili all’elaborazione dei traumi.

Nel percorso ci saranno conquiste, ma anche perturbazioni, che saranno utili alla comprensione delle esperienze traumatiche vissute dal bambino, modificazioni che non andranno lette e considerate come peggioramenti, ma come importanti esiti transitori necessari per l’avvio del processo di rielaborazione nel quale il bambino deve essere sostenuto e rassicurato.

L’EMDR nei bambini e negli adolescenti si è dimostrato particolarmente efficace.

Il trattamento dei ricordi traumatici può influire su un’ampia gamma di comportamenti e non interferisce con altri approcci.

 

EMDR e Adozione. Il trattamento con l’EMDR

Arrivare al traguardo significherà attraversare un mare tempestoso dovendo lavorare su materiale potenzialmente disturbante. Prima di usare l’EMDR quindi occorrerà dedicare tempo alla stabilizzazione del bambino e dell’adolescente. Tenendo conto che probabilmente:

  • ci sarà una distorsione dei modelli operativi interiorizzati,
  • il bambino non sarà in grado di nominare e descrivere le emozioni,
  • potrà essere sopraffatto dall’emotività senza essere in grado di indicare le cause scatenanti,
  • non avrà strategie di contenimento del disagio,
  • non riuscirà a fare racconti coerenti di quanto vissuto,
  • avrà uno scarso controllo degli impulsi.

 

EMDR e Adozione. La stabilizzazione dell’attaccamento

Il primo lavoro da fare sarà la “stabilizzazione dell’attaccamento” con il genitore: l’unica che gli potrà fornire gli indispensabili ancoraggi utili alla vita e alla rielaborazione futura dei traumi del passato.

Proporre al bambino una vita precedente caratterizzata esclusivamente da privazioni e traumi e una nuova attuale positiva da cui ripartire, scordando il passato, non solo non è una versione credibile alla luce di come in realtà sta vivendo il bambino oggi, ma potenzia anche la scissione del Sé, con la frammentazione di parti, che invece dobbiamo integrare.

Su quali flebili, a volte impercettibili risorse, si è poggiato il bambino, traendo da esse l’energia vitale grazie alla quale sono sopravvissuti?

Queste figure saranno risorse privilegiate che, una volta identificate, riconosciute come tali ed istallate con l’EMDR, lo aiuteranno anche a sviluppare una visione più completa di ogni fase della sua vita che comprende elementi negativi ma anche positivi.

 

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